NEFROLOGIA E DIALISI · INTELLIGENZA ARTIFICIALE

AVE

Accesso Vascolare per Emodialisi

Il progetto AVE è uno studio osservazionale dedicato ai pazienti con Malattia Renale Cronica con l'obbiettivo di implementare una metodologia innovativa riguardante il monitoraggio degli accessi vascolari nei pazienti emodializzati.

ConclusoStato
48 mesiDurata
Feb 2016Avvio
Nefrologia e DialisiArea
AVE

Il progetto

I Pazienti affetti da una malattia renale cronica (MRC) allo stadio V, secondo la classificazione Kidney Disease Outcomes Quality Initiative (K-DOQI), necessitano di un adeguato accesso vascolare per eseguire il trattamento sostitutivo emodialitico.
L’accesso vascolare è considerato la linea della vita per il paziente in dialisi. Esistono tre tipi di accesso vascolare per emodialisi:
-FAV nativa confezionata con i vasi del paziente,
-FAV protesica (graft) confezionata impiegando materiale sintetico o semi biologico
-Cateteri Venosi Centrali (CVC).
Secondo le linee guida NKF-KDOQI e le European Best Practice Guidelines Guidelines (EBPG), la FAV native dovrebbe essere presente in almeno il 50% dei pazienti incidenti in dialisi, limitando al massimo l’uso delle protesi e dei CVC.
L’utilizzo del CVC dovrebbe essere limitato a coloro i quali per comorbilità o esaurimento dei vasi utilizzabili per le FAV non esistano altre possibilità per essere sottoposti al trattamento sostitutivo emodialitico.
L’uso di un CVC è previsto, inoltre, come “bridge” in attesa di maturazione di una FAV, nativa o protesica, oppure in quei pazienti in cui si debba attendere che si realizzino le condizioni cliniche generali o locali che inizialmente hanno controindicato la creazione di un accesso vascolare totalmente impiantato.
Esistono in letteratura diversi studi su quali sia l’accesso migliore.
Lo studio DOPPS (Dialysis Outcomes and Practice Patterns Study) ha evidenziato che in Europa (Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna), la più alta percentuale di pazienti prevalenti con FAV è presente in Italia. Questo dato è stato successivamente confermato dallo studio DOPPS III.

Obiettivi

In altri termini, obiettivi del progetto sono stati quelli di sviluppare una nuova modalità di presa in carico del paziente cronico e fragile con MRC (Malattia Renale Cronica), attraverso la messa a disposizione degli operatori sanitari di un nuovo ed innovativo modello osservazionale (basato su una metodologia innovativa di monitoraggio degli accessi vascolari FAV, FAV protesica e CVC) dei Pazienti emodializzati, che ha consentito di rilevare precocemente anomalie dell’accesso vascolare sia esso FAV o FAVp che CVC.

Risultati

I risultati ottenuti hanno dimostrato che monitoraggio e sorveglianza stringente da parte di un team multidisciplinare sia in grado di incrementare l’adeguatezza dialitica, la longevità della FAV e di ridurre la mortalità dei pazienti. Per tale ragione il loro inserimento nel protocollo di cure dialitiche si può considerare a buon titolo un’ innovazione di processo che garantisce il prolungamento della longevità, una maggiore efficienza dialitica ed una maggiore sopravvivenza del paziente, con una più alta qualità della vita

Collaborazioni

Partners

Dipartimento di Sanità Pubblica Istituto di Nefrologia Federico II. Gruppo NefroCenter
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L'evidenza scientifica